chi sono: un sogno di una notte insonne. L'illusione di afferrare il vento. Il riflesso della luce sull'acqua. Una musica che non conosce confini


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odi et amo
Odio :le banalita', quelli che salvano le apparenze, chi non salta nel vuoto, le domande stupide, gli uomini che non sanno più sognare,chi calpesta la dignita' dell'altro,il colore rosa, chi non e' mai contento, chi consuma troppo dimenticandosi di chi non ha nulla.I leccaculo e tutti quelli che credono di sapere tutto, in realta' non hanno mai capito un...
Amo : salire su un monte a mani nude, l'odore del mare. I cavalli bradi. Chi aiuta senza avere nulla in cambio, il vento nei capelli, il suono del mio cuore quando danzo, i pensieri liberi. La marmellata di castagne, i profumi da uomo sulla pelle.Caravaggio e Dalì.
La mia musica : la musica viscerale dei popoli della terra, Mozart, Bach, Paganini, le chitarre andaluse,la mia campana tibetana, il suono struggente del pianoforte,quel pazzo di Nyman, la musica della mia anima.
I miei libri : quelli che mi hanno tenuto compagnia, quelli chiusi ancora nella mia mente. i libri che mi hanno fatto diventare la persona che sono.
Ipse dixit
'We must become the change we want to see in the world' (Mahatma Gandhi) ------------------ Quando l'amore chiama, seguitelo. Benche' le sue vie siano ardue e ripide. (K.Gibran) ------------------- TUTTI GLI UOMINI SOGNANO, MA QUELLI CHE SOGNANO DI GIORNO SONO PERICOLOSI PERCHE' QUESTI POSSONO RELIZZARE I LORO SOGNI...
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Filtrato dai miei occhi

martedì, 13 maggio 2008,ore 16:59

La vaniglia mi addolcisce i capelli e anche le parole.

È arrivato. Non è proprio il temporale che aspettavo, ma va bene lo stesso. La danza della pioggia.          Il rito dell’acqua.

Quella tiepida delle terme di Saturnia, il confondermi nel fango ai piedi di Vulcano, le cascate gelate nel Lake District e le mie gambe addormentate nelle gole di Alcantara, le sbronze di sidro nella vasca retrò di Parigi, le mie meditazioni dentro catini improvvisati quando ho bisogno di guardare oltre. il mare della Grecia, della Sicilia, quello di Garibaldi che guardava alla Corsica, lo squarcio che vedo dal mio balcone e più di tutti quello in cui ho imparato a nuotare. Il bagno nelle fontane d’agosto. La ninna nanna della pioggia sulla grondaia. Quando abbiamo “preso in prestito” una barca a remi per guardare Napoli da una prospettiva diversa. Farlo sotto la doccia. Il silenzio irreale di quando si scende sotto. Forza nove nel golfo del Leone. La magia di una goccia che costruisce cattedrali nelle grotte di Pertosa. il beccheggio, il rollio e il mio mal di mare. La scoperta che il lago potesse generare onde.Tutte le lacrime che ho versato. La canoa e i miei muscoli da standing ovation. Dar da bere alle piante, agli assetati, agli occhi di chi mi guarda. La sorgente celata della Napoli sotterranea. “ Chi tene ’o mare”. La guida mancata ai fiordi norvegesi. I cavalloni che mi hanno portato via il costume e tutte le volte che il costume, l’ho tolto io. Essere sorpresa da un idrante. Scendere con il paracadute sull’acqua. Le corse sotto la pioggia senza ombrello per sentirsi più liberi e quella schiuma a lume di candela della vasca da bagno della casa del prima. Prima di cosa?

C’è sempre un prima.

Prima del mio soppalco, della scala di legno, del pianoforte in camera, dei miei quadri appesi alle pareti.    Prima.     C’è sempre una linea che divide il prima dal dopo. A volte è marcata, tratteggiata, altre volte è invisibile ma c’è e quando proprio sembra non esserci, siamo noi a camminarci su, sospesi, funamboli in bilico, che provano ad attraversare spazi di cielo senza guardare sotto

etruscilla
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categoria : mare, acqua, pioggia



martedì, 04 settembre 2007,ore 00:09

il sonno è sonno quando cadono le barriere, un attimo prima è veglia, silenzio che si riempie di piccoli fruscii,  confusi di lenzuola e i primi affacciarsi di volti nei sogni. i tuoi occhi, i tuoi capelli, su di me da una dimensione diversa,   non terrena,    immateriale.                        come solo gli angeli             possono.

da quella notte non ho pianto più per la tua assenza. da quella notte ti ho pensato in modo diverso. amore. come l'amore che si prova non si va mai a perdere, così le persone andate via vegliano sul sonno, di notte, carezzandoci il respiro, come la più dolce delle carezze tra i capelli, nello schiudersi degli occhi, tra le ciglia e le stelle.  

domani le mie mani strette di cuscini che abbraccio di notte,  tra le nuvole e l'isola. l'ho desiderata tanto quella terra, ci sono stata ma in maniera diversa, e adesso ci torno da aquila orfana, assetata di parole che non potrò più ascoltare.     ma l'amore, l'amore è quello che resta dentro quando tutto passa   e passa   e passa e il tempo sembra creare intrecci di nodi difficili da capire, inutili da slegare.     vortici di termiche, sul viso      calde di scirocco e arance siciliane.

 ho visto la mia terra bruciare, arsa di fuoco e sterpaglie consumate, ho visto acqua di mare spegnere fiamme e lacrime alimentare incendi di cuore. sentirsi a casa nella mia terra         ho pensato a mio nonno, a suo padre, sporco di nero di terza classe, passeggero italiano, per un sogno che adesso sa di limoni ancora acerbi dopo una potatura che non avrei voluto mai.       ho pianto per quelle piante, ho pianto per rami bruciati. ho pianto per chi come me, corre ancora ad abbracciare alberi, fratelli desiderati e non avuti.      e tra nubi di  fumo e acqua bollente sul viso,  ho visto il cielo segnato da  un graffio, sanguinante,  il rosso di luce di cometa. l'ho sussurrato, come faccio sempre quando vedo l'arcobaleno. il segreto di una stella cadente non si dice, ma le cose belle vanno condivise      come    condividere sonno, albe e pensieri, pensieri che non vanno a scemare, fluidi, brividi sulla pelle, tra le onde,  cuscini, mare.

domani respirerò più lentamente, affondando lame d'aria nel mio diaframma.        già ti sento.

etruscilla
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categoria : mare, angeli, angelo, partenze



sabato, 09 giugno 2007,ore 18:34

correre e sentire addosso il profumo del mare, intriso nella pelle come le essenze che scelgo, l'odore di uomo che mi scorre fluido, nei muscoli tesi, nella parte oscena dei miei pensieri che si inseguono e si infrangono, onde di un mare in tempesta che non dice quello che dovrebbe,  forse  pensa e     quando pensa di andare, il mare è già andato lontano   a lambire altre terre e  corpi di nessuno,   distesi come morti o addormentati  che aspettano i primi raggi di sole       da strizzare occhi     e panni stesi ad asciugare.

 mi lascio pervadere dagli spruzzi e nello scempio di una città alla deriva, ancora so   scegliere i luoghi per godere.

al crepuscolo,    di notte,    come una ladra,    rubando quello che mi spetta,   e    tra diritto e dovere        prendo sempre quello che mi piace.

le goccioline di sudore come perle di conchiglie marine, sulla schiena, i brividi sciolgono  la risacca salata. schiaffeggiate dal vento, le barche sballottano remi, senza ordini precisi su dove andare   e i miei capelli annodano immagini confuse, lasciate nel caso di un mulinello di vento.

gli occhi pieni di pianto, non per la tristezza, per la voglia di simbiosi con  luoghi e venti diversi. e mi lascio trascinare dai passi, rifugiandomi in conche di scogli e muschi profumati che ignorano presenze di catenacci e legami. vincoli inutili di stupide promesse, dette e non fatte. 

stesse pagine e stesse movenze di persone senza cervello che mi inquinano gli occhi e la mente. fuggo lontano e mi perdo. trasudo salsedine e bevo la linfa della mia stessa ispirazione. il ciclo dell'acqua che si trasforma in pioggia.

 sono un metro più in alto e il nero del mare mi sembra un manto. mi da piacere. mi fa paura.  avverto rumore del mulinello delle canne da pesca e i gemiti di chi fa l'amore e intanto sono io che muoio di piacere.

danzare scalza nel vapore di una conca naturale. le voci antiche mi cedono il passo e il mio passo scalzo con un eco felino. silenzioso di velluto da toccare.

 a piedi nudi a sentire ancora la terra vibrarmi dentro.

etruscilla
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categoria : mare, luoghi



nell'aria
INSOLITAMENTEfragile ISTINTIVAMENTE creativa CONCRETAMENTE altruista ESTETICAMENTE inconsueta SEMPLICEMENTE enigmatica INCONSAPEVOLEMENTE egocentrica MENTALMENTE evoluta FISICAMENTE competitiva VOLUTAMENTE instabile CASUALMENTE asociale MUSICALMENTE colta SENTIMENTALMENTE appassionata INCONSCIAMENTE sensuale SELVAGGIAMENTE sfrontata SPIRITUALMENTE libera